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Vasaloppet Mora Vasaloppets Hus, SE-792 32 Mora – Svezia
Tecnica: Classica

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Vasaloppet 2003 - Giovanni in zona partenza

Vasaloppet 2003 – Giovanni in zona partenza

Il percorso di 90 km è lo stesso coperto dal nobile Gustav Vasa nel 1.520, che , raggiunto in prossimità del confine norvegese, proprio nei pressi di Sälen,  da due dei più forti sciatori della cittadina di Mora, riuscì a sfuggire ad un agguato e a ritornare per guidare la rivolta svedese contro gli invasori danesi; conquistò l’indipendenza e fu nominato Re di Svezia.
Ogni anno i partecipanti a questa famosissima manifestazione crescono di numero e di livello, nelle ultime edizioni, le iscrizioni hanno superato quota 15.000, fortunatamente una serie di fattori favorevoli, contribuiscono a non trasformare la fase di lancio in un enorme “disastro”, tra questi  la spaziosa località adibita alla partenza, la suddivisione dei gruppi, la tecnica di svolgimento e l’ottima organizzazione. I concorrenti si schierano già dalle prime luci dell’alba nei “cancelli” predestinati ipotecandosi gli spazi “vitali” della partenza con la disposizione degli sci a mo di cavalletto, infilati con le punte nei laccioli dei bastoncini piantati nella neve,  migliaia di scioline fanno capolino tra le innumerevoli cassette attrezzate e, anche se la maggior parte dei concorrenti arriva in posto con gli sci già preparati dai numerosi laboratori dei negozi specializzati della zona, le prove di tenuta e scorrevolezza prendono il sopravvento e il primo chilometro di binari viene preso d’assalto (attenzione a non farsi trarre in inganno dalle tracce “lucidate”). Chi rimane schierato nei settori, ha un altro simpatico modo per tenere i muscoli caldi, diverse “altane” (costruzioni sopraelevate da dove i militari adibiti alla guardia osservano la zona circostante) ospitano gruppetti di ragazzi e ragazze che al ritmo della musica coinvolgono i concorrenti in simpatici balli (probabilmente da qui  si è presa l’ispirazione per i “cubi” da discoteca!!).
Vasaloppet prima salitaLa piana del lancio presenta una lunghezza di circa 1.400 m,  al termine di questo rettilineo  la pista svolta a destra attraversa la strada principale iniziando l’unica salita importante di tutta la competizione che presenta una lunghezza di circa 4 km. In questo tratto gli sci hanno un’importanza fondamentale, infatti, se durante tutto il resto della gara è preferibile la scorrevolezza alla tenuta, qui perdere passi significa essere riassorbiti senza pietà dal resto del gruppone  ritrovandosi arretrati di diverse centinaia di posizioni.
Giunti al culmine di questa prima asperità la pista spiana, i successivi 15 km sono totalmente pianeggianti e l’azione più redditizia è quella del passo spinta, successivamente il percorso scende leggermente perdendo 200 m di quota in 10 km, qui è la qualità della neve che fa la differenza, se è veloce ci si può riposare recuperando preziose energie, se è abrasiva o cadente il dispendio è lo stesso che si ha nei tratti pianeggianti. Tutto il resto del tracciato propende alla perdita (anche se lievissima) di quota, solo tra il 31° e il 33° km è presente un’ascesa che può essere molto utile in quanto “tramuta” il passo spinta che sicuramente inizia ad annoiare…in passo alternato, impegnando e impedendo la “fossilizzazione” di fasce muscolari fin qui poco usate.
Il fascino e la bellezza del percorso sono indescrivibili, i luoghi sono da favola e non bisogna stupirsi se immersi nel bosco si sentono delle dolci musiche che trasformano la fatica in una magica ebbrezza, non è infatti difficile incontrare gruppetti di 3/4 ragazzini in costume tipico che, armati di strumenti a corde, diffondono nell’aria coinvolgenti ritornelli.
Anche il tifo è molto sentito, oltre alle centinaia di persone assiepate nell’attraversamento dei comuni o delle località di ristoro, molte famiglie sono dislocate lungo tutto il tracciato, distese sulle pellicce in compagnia di improvvisati barbecue, mentre i mezzi più adottati per seguire le diverse fasi della gara sono le motoslitte. La bevanda più distribuita ai ristori è certamente il succo di mirtillo, anche se è molto apprezzata una locale “limonata”. Pur essendoci diversi punti attrezzati è comunque consigliabile portarsi appresso del cibo e degli energetici idonei, purtroppo la crisi in gare così lunghe è sempre in agguato. Negli ultimi 25 km viene distribuito anche del caffè, mentre negli ultimi 5 (non stupitevi) la birra, tutto seguendo la tradizione scandinava che comunque non si discosta dalla logica: è proprio in quei prodotti che il fisico ricerca le ultime energie.

Vasaloppet-arrivoL’arrivo a Mora è più che una festa. Nell’esultanza finale, si taglia l’ambito traguardo oltre il quale sono disponibili tutti i vari servizi, il deposito sci per accedere poi alle docce, la palestra per il cambio indumenti, il ristoro, l’ufficio per il rilascio del diploma ecc.. Il paese è molto accogliente, nella via principale sono situati numerosi negozi sportivi e non, interessanti i ristoranti specializzati, per l’occasione, in pastasciutte, se ne possono trovare cucinate in vari modi, cosa veramente gradita a noi italiani, specialmente nei giorni precedenti la gara.
La domenica ed il lunedì precedenti è possibile percorrere l’intero percorso di gara nel corso della manifestazione Öppet Spår, la partenza è libera, ma pur non trattandosi di una competizione vera e propria, il completamento della stessa da diritto al timbro sul passaporto worldloppet.

 

Come arrivarci
Tramite volo diretto a Mora con cambio a Stoccolma, oppure con volo fino a Stoccolma e poi in treno fino a Mora.

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